Brexit

Ieri sera si è riunito il Consiglio europeo, l’organo dei capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell’Unione europea, per decidere come muoversi sulla Brexit, dopo che la settimana scorsa il Parlamento britannico ha votato per la richiesta di un rinvio oltre il 29 marzo.

Un riassunto delle puntate precedenti, per chi si fosse perso qualcosa:

Questo invece è, in sintesi, ciò che hanno deciso i leader europei ieri sera:

La Brexit verrà rinviata al 22 maggio 2019, il giorno prima dell’inizio delle elezioni per il Parlamento europeo, ma solo se il Parlamento britannico riuscirà ad accordarsi sull’accordo già concluso tra Londra e Bruxelles (il cosiddetto piano May, già bocciato due volte, a gennaio e a marzo) entro la settimana prossima;

Se l’accordo verrà bocciato per la terza volta, il governo britannico avrà dovrà dire entro il 12 aprile cosa intende fare. A questo punto si aprirebbero diversi scenari:

  1. Il Regno Unito potrebbe uscita dall’Unione europea senza alcun tipo di accordo (no deal);
  2. May potrebbe richiedere una proroga più lunga, per ricalibrare dall’inizio le politiche sulla Brexit;
  3. La richiesta di proroga sarebbe probabilmente legata a qualcosa come un nuovo referendum o nuove elezioni con dimissioni della stessa May, che metta sul piatto la possibilità di revocare la Brexit o di affidarla a un governo che la gestisca in modo diverso;
  4. Se il Regno Unito dovesse decidere di partecipare alle elezioni per il Parlamento europeo, la Brexit sarebbe di fatto rinviata a tempo indeterminato, visto che Londra si troverebbe ancora rappresentata politicamente nell’Unione;
  5. Ieri una richiesta online per la revoca dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, e quindi la sospensione della Brexit, è stata firmata da circa due milioni di persone. Sembra però difficile che il Governo scelga di fare questo passo senza prima convocare un secondo referendum.

Questo in estrema sintesi quanto deciso ieri. I giornali hanno ricostruito alcuni retroscena interessanti, come lo scontro tra la linea morbida della cancelliera tedesca Merkel e quella dura del presidente francese Macron, e altre più o meno piccole differenze di vedute tra i leader europei emerse durante il dibattito. Li trovate raccontati qui.

Prima di salutarci, vi ricordate cos’è il Consiglio europeo e che differenza c’è tra questo e il Consiglio dell’Unione europea, vero? Se avete bisogno di un ripasso, lo trovate nell’articolo qua sotto:

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Classe 1992, genovese emigrato a Milano, giornalista praticante ed eterno studente. Appassionato di politica più di quanto sia sano esserlo, su questo blog cerco di raccontarla per come la capisco io.

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