Pubblicità Oro Saiwa

Oro Saiwa ha annunciato che a partire da questo mese i suoi biscotti saranno prodotti solo con grano raccolto in un raggio di 75 chilometri dalla sede di Capriata, in provincia di Alessandria. I vertici dell’azienda hanno detto di aver preso questa decisione per motivi ecologici e per andare incontro alle richieste dei clienti, sempre più esigenti sulla qualità e la tracciabilità delle materie prime.

Più che il fatto in sé trovo interessante il mini dibattito che si è scatenato e il modo in cui la notizia è stata letta dal punto di vista politico. Fino a non molti anni fa, una decisione del genere sarebbe stata applaudita, diciamo così, “da sinistra”. Tutela dell’ambiente e della produzione locale (non proprio chilometro zero, ma siamo lì), con presumibili ricadute positive su territorio e occupazione. Tutte cose che alla “sinistra” (sempre in senso lato) dovrebbero piacere.

Ma i tempi sono cambiati, ed ecco che oggi l’uso di grano orgogliosamente italiano diventa materiale buono per la narrazione, sempre in senso lato “di destra”. Il dibattito in corso tra presunti sovranisti e presunti globalisti ha condizionato anche il modo in cui è stata data la notizia. Molti dei principali media hanno sottolineato, nel titolo, il fatto che l’azienda da oggi userà grano “100% italiano”, lasciando in secondo piano la questione ambientale, che pure è stata la motivazione principale che avrebbe spinto Saiwa in questa direzione.

Lo trovo un buon esempio di come il dibattito politico influenzi il modo in cui le notizie vengono confezionate dai media e digerite dall’opinione pubblica.

Classe 1992, genovese emigrato a Milano, giornalista praticante ed eterno studente. Appassionato di politica più di quanto sia sano esserlo, su questo blog cerco di raccontarla per come la capisco io.

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