Pare che l’analisi costi-benefici sulla linea ad alta velocità Torino-Lione sia viziata da pregiudizi politici. La notizia è che anche le persone chiamate a far parte di commissione tecniche e imparziali (qualsiasi cosa voglia dire) hanno opinioni proprie, che influenzano i loro tecnici e imparziali giudizi. Pensa un po’.

Così, chi sperava in un autorevole e incontestabile giudizio tecnocratico che mettesse fine alle discussioni e alle polemiche rimarrà deluso.

Anche il mondo del calcio italiano ha cercato, a partire dalla scorsa stagione di Serie A, di mettere fine alle polemiche arbitrali con un espediente tecnocratico, la Video Assistant Referee, comunemente nota come Var. Qualcuno pensava che consentire all’arbitro di vedere durante la partita il video delle azioni più difficili da valutare ad occhio nudo avrebbe reso le sue scelte meno contestabili e annullato, o almeno ridotto molto, le polemiche. Chiunque segua anche distrattamente le nostre vicende calcistiche sa che non è andata così.

Tutto questo per dire che non esiste la scelta o la procedura tecnica, che annulli completamente ogni possibilità di dibattito, si parli di calcio o politica. E meno male, aggiungo.

Constatato che neanche le commissioni di esperti vanno bene, si attende la proposta di istituire commissioni di super esperti (questa volta davvero neutrali, però) per scegliere gli esperti. Oppure, dicono altri, si potrebbe tentare con un referendum e dare la voce al popolo. L’idea che sia la politica a scegliere, sulla base di un progetto o un’idea, sembra al momento la meno quotata.

Classe 1992, genovese. Affascinato dalla politica, su LoT provo a raccontarla in tutte le sue sfumature. Cose di oggi, di ieri, parole e idee che danno forma al modo in cui vediamo il mondo.

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