Seguono percorsi paralleli, le storie del Movimento Cinque Stelle ed Emmanuel Macron. Entrambi hanno vinto le ultime elezioni nazionali, in Italia e in Francia, scardinando gli schemi politici tradizionali. È vero, l’han fatto con presupposti diversi, i nostri con l’abito della forza anti-sistema, Emmanuel come ultimo difensore di un sistema che in lui ha visto un difensore più efficace rispetto ai partiti tradizionali. Ma tant’è. Entrambi sono anti-partiti, post-ideologici, post tutto. Forse per questo non possono che essere rivali.

L’istituzionalizzazione che a un certo punto sembrava in programma per il Movimento Cinque Stelle è fallita, un po’ per scelta loro e un po’ per scelta di parti del sistema che non hanno voluto accoglierli.

Gennaio 2017: dal blog di Beppe Grillo viene lanciato un inatteso segnale di fumo verso il sistema, si paventa un’alleanza a livello europeo con i liberali ultraeuropeisti del partito Alde. È un bel salto dall’alleanza con Farage, quasi una richiesta d’iscrizione al club dei responsabili. I liberali, però, rifiutano e non se ne fa nulla.

Primavera 2018: il Movimento Cinque Stelle è il partito più votato alle elezioni nazionali del 4 marzo. Per formare un governo, oscilla tra un’alleanza con la Lega di Salvini e il Partito Democratico. La scelta è tra la formazione di un governo di compromesso con il partito che più di tutti simboleggia l’establishment o di rottura completa con i gemelli diversi leghisti. Com’è andata lo sappiamo, ed è andata così anche per il rifiuto dello stesso Pd.

Così, rifiutati da un sistema verso cui hanno tentato qualche approccio, a Di Maio e soci non resta che il livore dei respinti. E l’obbligo di giocare fino in fondo il ruolo degli anti-establishment, come e di più del collega Salvini, che in questa fase sembra la parte del Governo più disposta al dialogo con Parigi. Ed è tutto dire.

Classe 1992, genovese emigrato a Milano, giornalista praticante ed eterno studente. Appassionato di politica più di quanto sia sano esserlo, su questo blog cerco di raccontarla per come la capisco io.

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