Ho iniziato a leggere I nuovi poteri forti – Come Google Apple Facebook e Amazon pensano per noi di Franklin Foer, una radicale critica ai colossi della rete e, soprattutto, alle conseguenze che il loro potere starebbe causando sul nostro modo di conoscere e pensare.

Nella prima pagina dell’introduzione, l’autore si interroga su quella che evidentemente a suo avviso è stata una conseguenza particolarmente negativa: “Com’è stato possibile che un personaggio buffonesco come Donald Trump abbia vinto le elezioni?”. 

Colpa di Facebook, dice sostanzialmente nella riga successiva. In effetti, per il social inventato da Zuckerberg le elezioni presidenziali del 2016 sono state un momento in cui molti hanno iniziato a interrogarsi sul suo ruolo nella diffusione di notizie false online.

Fermi tutti.

Il ruolo della tecnologia nel mondo dell’informazione e nel mondo in generale è un argomento cruciale, da studiare e su cui riflettere. Ma non è l’unico.

Trump avrà anche vinto le elezioni perché è stato più bravo degli avversari a usare Facebook e Twitter e magari anche perché campagne di disinformazione mirate hanno contribuito alla sconfitta della sua avversaria. Ma non si può ridurre tutto a questo. Non si può ignorare il contesto storico-sociale e politico che ha portato alla sua elezione: l’ansia di molti elettori per la globalizzazione, per il percepito rischio di sconfitta dell’America bianca che per la prima volta teme di ritrovarsi minoranza, un sogno americano che sembra sempre più un privilegio di pochi, più che una promessa per molti, la profonda sfiducia verso le élite politiche, economiche e culturali, la spaccatura tra città e aree rurali eccetera.

C’è questo problema, con chi si occupa dei rapporti tra tecnologia e politica, che spesso si tende a considerare la tecnologia come la spiegazione di tutto. Gli elettori, in quest’ottica, sarebbero una sorta di materiale informe facilmente manovrabile da poteri o algoritmi più o meno leciti, al pari dei consumatori manovrati da poteri oscuri nella famosa opera di Vance Packard I persuasori occulti

Nel fare questo ci si dimentica, in sostanza, della politica, che a differenza degli algoritmi, non è una scienza esatta e prevedibile.

Classe 1992, genovese. Affascinato dalla politica, su LoT provo a raccontarla in tutte le sue sfumature. Cose di oggi, di ieri, parole e idee che danno forma al modo in cui vediamo il mondo.

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