Merkel e Seehofer

Nel 1815 il Congresso di Vienna ristabilì gli equilibri europei dopo la sconfitta della Francia di Napoleone. Il Sacro Romano impero della nazione tedesca venne sostituito dalla Confederazione tedesca, un’organizzazione che riuniva 41 stati (tra cui particolarmente importanti erano l’Austria e la Prussia) e città libere.

Da allora, la forma di stato federale ha accompagnato la Germania in tutte le evoluzione storiche che si sono alternate fino a oggi: 2° impero (1871-1919), Repubblica di Weimar (1919-1934), 3° impero (1934-1945), Repubblica Federale Tedesca (1949-1990) e infine la Germania riunificata.

Definizione: uno stato federale è uno Stato in cui le competenze sono divise tra il governo centrale e quelli di enti territoriali. Oltre la Germania, altri esempi di stati federali sono gli Stati Uniti, il Canada e la Svizzera.

L’unica eccezione è stata la Repubblica Democratica Tedesca, cioè la parte di Germania a est del muro di Berlino durante il periodo della separazione, dove il sistema federale era stato abolito dal governo socialista. La DDR tornerà a essere federale dopo la riunificazione, che fu in pratica un’estensione del sistema della Germania ovest su tutto il suolo tedesco. Il sistema federale ha inoltre di fatto smesso di funzionare durante il 3° Reich di Hitler, che però lo mantenne formalmente.

Bonus: ad oggi i Land tedeschi sono in tutto 16: le due città-Land Amburgo e Berlino e Assia, Baden-Wurttemberg, Bassa Sassonia, Baviera, Brandeburgo, Brema, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Renania-Palatinato, Renania Settentrionale-Westfalia, Saarland, Sassonia, Sassonia-Anhalt, Schleswig-Holstein e Turinga.

Come funziona il federalismo tedesco

Mappa Germania
Mappa dei Land tedeschi. Credits: Wikipedia

Come negli Stati Uniti, all’inizio della propria storia federale, la Germania è stata un contenitore di Stati sovrani, con notevoli poteri e autonomia. Col passare degli anni, Governo e Parlamento centrali hanno però accentrato sempre più poteri e funzioni, e oggi è abbastanza riconosciuta la superiorità di Berlino rispetto ai singoli Land, nome con cui si indicano gli Stati che fondano la federazione tedesca (Lander, al plurale).

La Legge Fondamentale (nome della Costituzione tedesca) regola la separazione di competenze tra governo federale e Land negli articoli 70-73:

  • Governo e Parlamento di Berlino hanno legislazione esclusiva su tutte le materie più rilevanti della politica nazionale come relazioni internazionali, difesa, accordi commerciali, poste e telecomunicazioni eccetera;
  • In molti altri settori, invece, la legislazione è definita concorrente, perché governo centrale e Land hanno pari diritto di intervento. Tra questi, numerose materie economiche, servizi pubblici, regolazione dell’immigrazione, gestione territoriale. In caso di contrasti, l’art. 72 della Legge Fondamentale riconosce però la superiorità al governo centrale.

Non esistono dunque materie su cui i Land possono decidere in completa autonomia, e nei settori in cui possono decidere il governo centrale può comunque imporsi. Gran parte delle loro funzioni consiste in effetti nell’esecuzione delle leggi stabilite dal governo centrale.

Ciò non significa però che essi abbiano un ruolo marginale nella politica tedesca: le loro istanze, soprattutto quelle dei Land più grandi, ricchi e popolosi (come la Baviera) vengono tenute in gran considerazione, e gli equilibri politici che si stabiliscono nelle elezioni locali (che si tengono ogni 5 anni) hanno conseguenze anche su quelli di Berlino e sulla solidità del Governo federale.

Nella foto in apertura, per esempio, la Cancelliera Angela Merkel è ritratta insieme al potente ministro dell’interno Seehofer, leader della Csu, partito molto forte in Baviera e storico alleato, a livello nazionale, della Cdu di Merkel.

Inoltre, i Land sono rappresentanti anche a livello nazionale nel Bundesrat, la seconda camera del Parlamento tedesco, completamente dedicata alle rappresentanze territoriali.

La camera dei territori

La sede del Bundesrat a Berlino. Credits: campsmum / Patrick Jayne and Thomas, Wikimedia Commons

In Germania gli elettori eleggono direttamente solo una delle due camere che formano il Parlamento: il Bundestag, l’equivalente della nostra Camera dei Deputati. I membri del Bundesrat (che equivale al nostro Senato) non sono invece eletti, ma scelti dai governi dei Land.

Il bicameralismo tedesco, a differenza di quello italiano, è definito imperfetto, perché le due camere non hanno gli stessi poteri. Il Bundestag ha in effetti poteri superiori: per esempio, è la sola camera ad accordare o revocare la fiducia al Governo e al Cancelliere.

Ripassone: in Italia, invece, il Governo deve avere la fiducia di entrambe le camere.

La riforma costituzionale del 2006 ha inoltre diminuito ulteriormente il peso politico del Bundesrat, soprattutto per evitare che facesse ostacolasse i provvedimenti del Bundestag quando le due camere hanno maggioranze di colore politico diverso.

La seconda camera tedesca mantiene però ancora oggi importanti funzioni: il suo assenso è necessario sulle leggi che riguardano le finanze dei Land, su molte questioni relative ai rapporti con l’Unione europea e per le revisioni della Costituzione (Legge Fondamentale).

Particolarmente importanti, tra queste, sono le questioni sui fondi, che formano il cosiddetto federalismo fiscale tedesco. I Land dispongono di grandi risorse pubbliche e di autonomia nell’imposizione di tasse, molte di più di quanto non avvenga per esempio con le Regioni in Italia. È soprattutto questo a renderli attori politici autonomi e significativi, nonostante la tendenza storica vada verso un progressivo accentramento di poteri e funzioni a Berlino.

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Classe 1992, genovese emigrato a Milano, giornalista praticante ed eterno studente. Appassionato di politica più di quanto sia sano esserlo, su questo blog cerco di raccontarla per come la capisco io.

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